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mercoledì 26 novembre 2008

E un giorno...


E un giorno ti svegli stupita e di colpo ti accorgi
che non sono più quei fantastici giorni all’asilo
di giochi, di amici e se ti guardi attorno non scorgi
le cose consuete, ma un vago e indistinto profilo...
E un giorno cammini per strada e ad un tratto comprendi
che non sei la stessa che andava al mattino alla scuola,
che il mondo là fuori t’aspetta e tu quasi ti arrendi
capendo che a battito a battito è l’età che s’invola...
E tuo padre ti sembra più vecchio e ogni giorno si fa più lontano,
non racconta più favole e ormai non ti prende per mano,
sembra che non capisca i tuoi sogni sempre tesi fra realtà e sperare
e sospesi fra voglie alternate di andare e restare...
di andare e restare...
E un giorno ripensi alla casa e non è più la stessa
in cui lento il tempo sciupavi quand’eri bambina,
in cui ogni oggetto era un simbolo ed una promessa
di cose incredibili e di caffellatte in cucina...
E la stanza coi poster sul muro ed i dischi graffiati
persi in mezzo ai tuoi libri e a regali che neanche ricordi,
sembra quasi il racconto di tanti momenti passati
come il piano studiato e lasciato anni fa su due accordi...
E tuo padre ti sembra annoiato e ogni volta si fa più distratto,
non inventa più giochi e con te sta perdendo il contatto...
E tua madre lontana e presente sui tuoi sogni ha da fare e da dire,
ma può darsi non riesca a sapere che sogni gestire...
che sogni gestire...
Poi un giorno in un libro o in un bar si farà tutto chiaro,
capirai che altra gente si è fatta le stesse domande,
che non c’è solo il dolce ad attenderti, ma molto d’amaro
e non è senza un prezzo salato diventare grande...
I tuoi dischi, i tuoi poster saranno per sempre scordati,
lascerai sorridendo svanire i tuoi miti felici
come oggetti di bimba, lontani ed impolverati,
troverai nuove strade, altri scopi ed avrai nuovi amici...
Sentirai che tuo padre ti è uguale, lo vedrai un po’ folle, un po’ saggio
nello spendere sempre ugualmente paura e coraggio,
la paura e il coraggio di vivere come un peso che ognuno ha portato,
la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato,
io ho sempre tentato... "

Francesco Guccini

mercoledì 19 novembre 2008

'Cause nothing lasts forever...

Maybe I just want to fly
I want to live I dont want to die
Maybe I just want to breath
Maybe I just dont believe
Maybe youre the same as me
We see things theyll never see
You and I are gonna live forever

venerdì 14 novembre 2008

Addio.

Nel libro Signs of success l'astrologo Steven Mark Weiss scrive: "Chiedere a qualcuno se crede nell'astrologia è come chiedergli se crede nell'arte". Sono d'accordo con lui. Prova a immaginare cosa direbbe un fisico, abituato a ragionare in modo concreto, delle folli macchie di colore e delle forme esuberanti dei quadri di Kandinskij. Probabilmente direbbe che sono il frutto di una superstizione illusoria, lontana da una visione logica del mondo. Come l'arte di Kandinskij, l'astrologia nella sua forma migliore semina il linguaggio poetico nella nostra anima, e non si sottomette ai canoni della razionalità. Libera la nostra immaginazione, ci incoraggia a pensare in modo meno letterale e a vedere la nostra vita come una ricerca mitica. Te lo ricordo, Sagittario, perchè in questo momento è fondamentale che tu dedichi un po' di tempo a forme di coscienza simili a quelle dell'arte di Kandinskij e dell'astrologia.


Anche no! E detto questo dico definitivamente addio alla sezione oroscopo del mio blog ;-)

venerdì 7 novembre 2008

Tangled Up in Blue




Split up on a dark sad night
Both agreeing it was best.
She turned around to look at me
As I was walkin' away
I heard her say over my shoulder,
"We'll meet again someday on the avenue,"
Tangled up in blue.