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sabato 26 dicembre 2009

Nostalgia.



Ecco dove trovo il mio cuore quando lo cerco!

giovedì 19 novembre 2009

La cacca!

Deboroh: Hai visto il mio papà?
Leo Ortolani: No, caro, non lo ho visto.
Deboroh: Perché hai gli occhiali?
Leo Ortolani: Per vederci.
Deboroh: Hai visto il mio papà?
Leo Ortolani: Sì. è andato di là. Correva. Se corri anche tu, lo raggiungi!
Deboroh: Non sei tu, il mio papà?
Leo Ortolani: No.
Deboroh: Perché?
Leo Ortolani: Non ho figli.
Deboroh: Perché?
Leo Ortolani: Non sono sposato.
Deboroh: Perché?
Leo Ortolani: Non ho la ragazza.
Deboroh: Perché?
Leo Ortolani: Non sono bello.
Deboroh: Perché?
Leo Ortolani: Sono nato così.
Deboroh: Perché?
Leo Ortolani: Non lo sò.
Deboroh: Perché?
Leo Ortolani: Sono ignorante.
Deboroh: Perché?
Leo Ortolani: Non ho studiato.
Deboroh: Perché?
Leo Ortolani: Non avevo voglia.
Deboroh: Perché?
Leo Ortolani: La cacca!
Deboroh: Ah.
Leo Ortolani: Dicendo "la cacca" puoi bloccare la serie dei perché per almeno 10 minuti. Ma puoi usarlo solo due volte nella vita.
Ragazzo: Perché?
Leo Ortolani: La cacca!...Oh, mio dio...
Deboroh: Mancano nove minuti da adesso.

giovedì 5 novembre 2009

5 novembre




Immagino che vi stiate domandando perché vi ho convocati questa sera. Bé, il fatto è che ultimamente non sono molto soddisfatto delle vostre prestazioni. Vi siete un po' lasciati andare sul lavoro e, bé temo che ci sia il rischio che vi dobbiamo licenziare. Oh, lo so, lo so, è da un pezzo che siete con la società. Da quasi... vediamo, da quasi ventimila anni. Come passa il tempo. Sembra solo ieri. Ricordo il giorno in cui foste assunti. Ingenui e nervosi, scendeste dagli alberi stringendo un osso nei pugni pelosi. "Che cosa devo fare, signore?" domandavate, lamentosi. Ricordo le mie precise parole: "Laggiù c'è una pila di uova di dinosauro" dissi sorridendo paternamente, "Comincia a succhiare, giovanotto". Ne è passato di tempo da allora, vero? Sì, sì, lo so che non avete mai perso un giorno di lavoro. Siete stati dei dipendenti bravi e fidati. E poi, non crediate che mi scordi delle vostre ottime note personali, né di tutte le ottime cose che avete fatto per la società. Il fuoco, la ruota, l'agricoltura... un elenco davvero impressionante, vecchio mio, non c'è dubbio. Però... anche noi abbiamo avuto i nostri problemi, da questo non si scappa. E ora vi dirò da cosa nascono, secondo me, questi problemi. Si tratta della vostra indisponibilità a farvi strada nella società, a farvi carico di responsabilità vere, di essere autonomi. Dio sa che le occasioni non vi sono mancate. Vi abbiamo offerto più di una volta una promozione ma voi avete sempre rifiutato. "Non ce la farei, capo" piagnucolavate, "conosco i miei limiti". Siamo franchi; questa è cattiva volontà, no? Riposate da troppo tempo sugli allori, e questo comincia a vedersi sul lavoro. E anche, lasciatemelo dire, in tutto il vostro comportamento. Sono al corrente dei costanti litigi in fabbrica e anche dei recenti episodi di teppismo in mensa. [...] Mi dicono che non riuscite ad andare d'accordo col vostro coniuge, che gridate, che litigate, si parla anche di violenza. [...] Insomma, così non va! E se la qualità del lavoro è calata non serve imputarlo alla direzione, anche se bisogna ammettere che la direzione è pessima. Anzi, senza peli sulla lingua, la direzione è inetta. Una serie di pazzi, truffatori e cialtroni ha preso una serie di decisioni catastrofiche, questo è indiscutibile, ma chi li ha eletti? Voi! Voi li avete eletti! Voi avete permesso loro di decidere per voi! Sarà anche vero che chiunque può sbagliare ma continuare per secoli a commettere gli stessi errori micidiali mi sembra perverso. Voi avete incoraggiato questi incompetenti in malafede che hanno portato alla rovina la società. Voi avete accettato supinamente i loro ordini insensati. Voi avete permesso loro di riempire la fabbrica di macchinari pericolosi e mai collaudati. Avreste potuto fermarli. Sarebbe bastato dire "No", siete degli smidollati, non avete orgoglio. Non siete più utili alla società. [...] Questo è tutto. Potete tornare al lavoro. I programmi normali riprenderanno al più presto.
V.



giovedì 30 luglio 2009

Il ritorno dello Jedi.


The Force is strong with this one!

lunedì 15 giugno 2009

Lezioni di Geometria Analitica.

La geometria mi porta a pensare alle "affinità elettive":
Parlando di Birapporto:
Perciò i due primi elementi A e B, che godono uffici scambievoli, si dicono coniugati armonici rispetto a C e D, e viceversa. E si dice pure che le due coppie AB e CD si separano armonicamente, perché il segno negativo del birapporto provoca la separazione delle coppie stessa.
Guido Castelnuovo, Lezioni di geometria analitica.

Questo mi ha ricordato subito un passo del romanzo di Goethe, in cui il Capitano tenta di spiegare a Carlotta, moglie dell'amico, cosa si intenda per affinità elettiva:

Pensate a un A e a un B, così intimamente legati che anche impiegando i mezzi più disparati, compresa la forza, non ci sia verso di separarli; pensate quindi a un C, che abbia con un D il medesimo rapporto; e ora mettete in contatto le due coppie: A si getterà su D, C su B, senza che si possa dire chi per primo ha lasciato l'altro, chi per primo si è di nuovo unito all'altro. [...]

Interviene Edoardo, marito di Carlotta:

Tu rappresenti A, Carlotta, e io il tuo B, giacchè io, di fatto dipendo solo da te e ti seguo, come ad A segue B. Il C è evidentemente il Capitano che, per il momento, mi sottrae un poco da te. Quindi se non vuoi perderti nell'indefinito, è giusto che si provveda per te ad un D, [...] Ottilia.

Fortunatamente un "dizionario" amoroso mi ha riportato allo studio delle mie proiettività e del caro Poncelet:

Io colgo non delle analogie, bensì delle Omologie: per esempio, constato che io sono per X... ciò che Y... è per Z...; tutto ciò che mi si dice di Y... mi tocca nel vivo, benchè la sua persona mi sia indifferente, e anzi, addirittura sconosciuta; io sono catturato da uno specchio che si sposta e mi capta ovunque vi sia una struttura duale. [...]
Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso, Identificazioni.

Di fronte e queste parole lette in treno, di fronte al cerchio conclusosi in poche ore, ormai arrivata alla stazione di Desenzano, posso rispondere in maniera oggettiva alla ragazza che di fronte a me mi chiede com'è il libro che sto leggendo? Un Capolavoro introspettivo! :D (ovviamente non solo per questo..)











domenica 14 giugno 2009

C_8 H_10 N_4 O_2

Effetti Collaterali:

La dose letale della caffeina per un uomo adulto, è stimata essere fra 150 ed i 200mg per Kg di massa corporea somministrati per via orale in un intervallo di tempo che va in genere dalle 3,5 alle 10 ore. Vari fattori possono allungare l'emivita della caffeina e quindi questo intervallo cresce per le donne in gravidanza, per effetto delle pillole contraccettive e per i bambini.

La caffeina provoca un aumento di acidi gastrici; un utilizzo prolungato nel tempo può quindi portare ad ulcera, esofagite e riflusso gastrointestinale. Un abuso può anche portare a nervosismo, irritabilità, ansia, insonnia e palpitazioni. È sconsigliata alle donne in gravidanza o che vogliono avere un bambino

Chi consuma regolarmente caffeina sviluppa una tolleranza che si traduce in un affievolimento dell'effetto della caffeina e contemporaneamente in una accresciuta sensibilità verso l'adenosina. Il risultato di ciò è una diminuzione della pressione sanguigna e ad un aumento della quantità di sangue nella testa che porta ad emicrania. Altri sintomi sono nausea, ansia, irritabilità. In casi di abuso si possono avere sintomi quali depressione, incapacità di concentrarsi, demotivazione.


Wikipedia, Caffeina.


Oggi ho un pò esagerato con la soprascritta!

sabato 23 maggio 2009

Si prega di abolire le notizie per non disturbare le opinioni.

C’è chi nasconde i fatti perché non li conosce, è ignorante, impreparato, sciatto e non ha voglia di studiare, di informarsi, di aggiornarsi.
C’è chi nasconde i fatti perché trovare le notizie costa fatica e si rischia persino di sudare.
C’è chi nasconde i fatti perché non vuole rogne e tira a campare galleggiando, barcamenandosi, slalomando.
C’è chi nasconde i fatti perché ha paura delle querele, delle cause civili, delle richieste di risarcimento miliardarie, che mettono a rischio lo stipendio e attirano i fulmini dell’editore stufo di pagare gli avvocati per qualche rompicoglioni in redazione.
C’è chi nasconde i fatti perché si sente embedded, fa il tifo per un partito o una coalizione, non vuole disturbare il manovratore.
C’è chi nasconde i fatti perché se no lo attaccano e lui vuole vivere in pace.
C’è chi nasconde i fatti perché altrimenti non lo invitano più in certi salotti, dove s’incontrano sempre leader di destra e leader di sinistra, controllori e controllati, guardie e ladri, puttane e cardinali, prìncipi e rivoluzionari, fascisti ed ex lottatori continui, dove tutti sono amici di tutti ed è meglio non scontentare nessuno.
C’è chi nasconde i fatti perché confonde l’equidistanza con l’equivicinanza.
C’è chi nasconde i fatti perché contraddicono la linea del giornale.
C’è chi nasconde i fatti perché l’editore preferisce così.
C’è chi nasconde i fatti perché aspetta la promozione.
C’è chi nasconde i fatti perché fra poco ci sono le elezioni.
C’è chi nasconde i fatti perché quelli che li raccontano se la passano male.
C’è chi nasconde i fatti perché certe cose non si possono dire.
C’è chi nasconde i fatti perché «hai visto che fine han fatto Biagi e Santoro».
C’è chi nasconde i fatti perché è politicamente scorretto affondare le mani nella melma, si rischia di spettinarsi e di guastarsi l’abbronzatura, molto meglio attenersi al politically correct.
C’è chi nasconde i fatti perché altrimenti diventa inaffidabile e incontrollabile e non lo invitano più in televisione.
C’è chi nasconde i fatti perché fa più fine così: si passa per anticonformisti, si viene citati, si crea il «dibbattito».
C’è chi nasconde i fatti anche a se stesso, perché ha paura di dover cambiare opinione.
C’è chi nasconde i fatti per solidarietà con Giuliano Ferrara, che è molto intelligente e magari poi si sente solo.
C’è chi nasconde i fatti perché i servizi segreti lo pagano apposta.
C’è chi nasconde i fatti anche se non lo pagano, ma magari un giorno pagheranno anche lui.
C’è chi nasconde i fatti perché il coraggio uno non se lo può dare.
C’è chi nasconde i fatti perché nessuno gliel’ha ancora chiesto, ma magari, prima o poi, qualcuno glielo chiede.
C’è chi nasconde i fatti perché così poi qualcuno lo ringrazia.
C’è chi nasconde i fatti perché spesso sono tristi, spiacevoli, urticanti, e non bisogna spaventare troppo la gente che vuole ridere e divertirsi.
C’è chi nasconde i fatti perché altrimenti poi tolgono la pubblicità al giornale.
C’è chi nasconde i fatti perché se no poi non lo candida più nessuno.
C’è chi nasconde i fatti perché così, poi, magari, ci scappa una consulenza col governo o con la Rai o con la Regione o con il Comune o con la Provincia o con la Camera di commercio o con l’Unione industriali o col sindacato o con la banca dietro l’angolo.
C’è chi nasconde i fatti perché deve tutto a quella persona e non vuole deluderla.
C’è chi nasconde i fatti perché altrimenti è più difficile voltare gabbana quando gira il vento.
C’è chi nasconde i fatti perché altrimenti poi la gente capisce tutto.
C’è chi nasconde i fatti perché è nato servo e, come diceva Victor Hugo, «c’è gente che pagherebbe per vendersi».
Marco Travaglio, La scomparsa dei fatti.

martedì 5 maggio 2009

Goethe

Ho imparato dalle malattie molto di ciò che la vita non avrebbe potuto insegnarmi in nessun altro modo.

mercoledì 15 aprile 2009

Igor Pro




Igor
: Doctor Frankestein?
Frederick: Frankenstin.
Igor: Vuol prendermi in giro?
Frederick: No, si pronuncia Frankenstin.
Igor: Allora dice anche Frederaick.
Frederick: No, Frederick.
Igor: Beh, perché non è Frederaick Frankestin?
Frederick: Non lo è: è Frederick Frankestin.
Igor: Capisco.
Frederick: Tu devi essere Igor.
Igor: No, Si pronuncia Aigor.
Frederick: Ma mi hanno detto che era Igor.
Igor: Beh avevano torto non le pare?

sabato 4 aprile 2009

23:58







Outside in the distance a wildcat growl,
Two riders were approching, the wind began to howl.

-Bob Dylan

domenica 8 marzo 2009

La Donna

Donna, l’angelo ingannatore. L’ha detto Baudelaire.
Donna, il più bel fiore del giardino. L’ha detto Goethe.
Donna, femina maliarda. L’ha detto Shakespeare.
Donna, sei tutta la mia vita. L’ha detto un mio amico ginecologo.

domenica 1 marzo 2009

Hello Dave!



Daisy, Daisy, give me your answer do
I'm half crazy all for the love of you
It won't be a stylish marriage
I can't afford a carriage
But you'll look sweet upon the seat
Of a bicycle built for two

sabato 14 febbraio 2009

Judson Stoddard

On a mountain top above the clouds
That streamed like a sea below me
I said that peak is the thought of Budda,
And that one is the prayer of Jesus,
And this one is the dream of Plato,
And that one there the song of Dante,
And this is Kant and this is Newton,
And this is Milton and this is Shakespeare,
And this the hope of the Mother Church,
And this—why all these peaks are poems,
Poems and prayers that pierce the clouds.
And I said “What does God do with mountains
That rise almost to heaven?”

giovedì 29 gennaio 2009

Lo shampoo

No, Stasera no! Domani mattina sì.
Per adesso mi accontento dell'idea.

Una brutta giornata
chiuso in casa a pensare
una vita sprecata
non c'è niente da fare
non c'è via di scampo
mah, quasi quasi mi faccio uno shampoo.

Uno shampoo?

Una strana giornata
non si muove una foglia
ho la testa ovattata
non ho neanche una voglia
non c'è via di scampo
devo farmi per forza uno shampoo.

Uno shampoo?

Scende l'acqua, scroscia l'acqua
calda, fredda, calda...
Giusta!
Shampoo rosso e giallo, quale marca mi va meglio?
Questa!
Schiuma soffice, morbida, bianca, lieve lieve
sembra panna, sembra neve.

La schiuma è una cosa buona, come la mamma, che ti accarezza la testa quando sei triste e stanco: una mamma enorme, una mamma in bianco.

Sciacquo, sciacquo, sciacquo.

Seconda passata.

Son convinto che sia meglio quello giallo senza canfora.
I migliori son più cari perchè sono antiforfora.
Schiuma soffice, morbida, bianca, lieve lieve
sembra panna, sembra neve.

La schiuma è una cosa pura, come il latte: purifica di dentro. La schiuma è una cosa sacra che pulisce la persona meschina, abbattuta, oppressa, è una cosa sacra. Come la Santa Messa.

Sciacquo, sciacquo, sciacquo.
Fffffff... Fon.

mercoledì 7 gennaio 2009

1984

Era un po' curioso pensare che il cielo era lo stesso per tutti, in Eurasia, in Estasia, e anche lì. E la gente sotto il cielo, anche, era sempre la stessa gente... dovunque, in tutto il mondo, centinaia o migliaia di milioni di individui, tutti euguali, ignari dell'esistenza di altri individui, tenuti separati da mura di odio e di bugie, eppure quasi gli stessi...