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sabato 19 giugno 2010

Il piccolo principe e la rosa


Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente, nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno" [...] e le rose erano a disagio. "Voi siete belle, ma siete vuote, non si può morire per voi. Certamente un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perchè è lei che ho innaffiata. Perchè è lei che ho messa sotto la mia campana di vetro. Perchè è lei che ho riparata col paravento. Perchè su di lei ho ucciso i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perchè è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. perchè è la mia rosa."


Parlando con Antoine successivamente

"Avrei dovuto non ascoltarlo" mi confidò un giorno "non bisogna mai ascoltare i fiori. basta guardarli e respirarli. Il mio profumava il mio pianeta, ma non sapevo rallegrarmene. Non ho saputo capire niente allora! Avrei dovuto giudicarlo dagli atti, non dalle parole. Mi profumava e mi illuminava. Non avrei mai dovuto venirmene via! Avrei dovuto indovinare la sua tenerezza dietro le piccole astuzie. I fiori sono così contraddittori! Ma ero troppo giovane per saperlo amare"
[...]